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ACTA PHLEBOLOGICA

Rivista sulle Malattie delle Vene e dei Linfatici


Official Journal of the Italian College of Phlebology
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Acta Phlebologica 2013 December;14(3):109-14

lingua: Inglese

Chirurgia emodinamica versus chirurgia convenzionale nella malattia cronica venosa: uno studio multicentrico retrospettivo

De Franciscis S. 1, 2, Gasbarro V. 1, 3, Amato B. 1, 4, Buffone G. 2, Grande R. 2, Serra R. 1, 2

1 Interuniversity Center of Phlebolymphology Magna Graecia University of Catanzaro Catanzaro, Italy;
2 Department of Medical and Surgical Science Magna Graecia University of Catanzaro Catanzaro, Italy;
3 Department of Vascular Surgery University of Ferrara, Ferrara, Italy;
4 Department of General, Geriatric, Oncologic Surgery and Advanced Technologies “Federico II” University of Naples, Naples, Italy


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Obiettivo. La malattia venosa cronica è una patologia molto commune con una elevata prevalenza nei pesi occidentali. Le procedure chirurgiche tradizionali come la crossectomia, lo stripping della vena grande safena e le flebectomie multiple vengono utilizzate da molto tempo. Negli ultimi decenni sono comparsi trattamenti chirurgici alternativi quali la chirurgia emodinamica. Scopo di questo lavoro è quello di comparare l’approccio chirurgico tradizionale con il trattamento emodinamico.
Metodi. È stato condotto uno studio retrospettivo multicentrico nel periodo 1994-2012; 11026 pazienti (4051M, 6975F) sono stati sottoposti a trattamento chirurgico per malattia venosa cronica; 6044 pazienti sono stati trattati con procedura CHIVA e 4982 sono stati trattati mediante stripping. Tutti i pazienti sono stati seguiti e valutati in base ai seguenti parametric: dolore, edema, ectasia, pigmentazione cutanea, controlli ultrasonografici, tasso di recidiva.
Risultati. Il follow-up mediano è stato di 9 anni per entrambi I gruppi. I controlli ultrasonografici hanno mostrato migliori risultato, nel senso di miglioramento del quadro emodinamico, fin dall’inizio del follow-up, a favore del gruppo A (CHIVA) rispetto al gruppo B (stripping). La scomparsa dei sintomi e dei segni, invece, era più evidente nel gruppo B (stripping) rispetto al gruppo A (CHIVA) all’inizio del follow-up. Nel follow-up intermedio e tardive segni e sintomi miglioravano più marcatamente nel gruppo A (CHIVA) rispetto al gruppo B (stripping).
Conclusioni. La chirurgia emodinamica, a confronto con la chirurgia convenzionale, sembra avere risultati migliori sia dal punto di vista clinico che strumentale riducendo, inoltre, la comparsa di recidive.

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