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ACTA PHLEBOLOGICA

Rivista sulle Malattie delle Vene e dei Linfatici


Official Journal of the Italian College of Phlebology
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ARTICOLI ORIGINALI  


Acta Phlebologica 2012 Dicembre;13(3):141-8

lingua: Inglese

Risultati da 823 esami duplex per insufficienza venosa cronica cerebrospinale in un centro vascolare

Bavera P. M. 1, Agus G. B. 2, Alpini D. 3, Cecconi P. 4, Guazzoni A. 5, Tori A. 6, Costantini E. 6, Lupattelli T. 7

1 Medick-Up Vascular Surgery and Angiology Lab, Milan, Italy;
2 Unit of Vascular Surgery and Angiology, Department of Clinical Sciences and Community Health, University of Milan, Milan, Italy;
3 ENT-Otoneurology Service, Fondazione Don Carlo Gnocchi, Milan, Italy;
4 Radiology and Neuroradiology Imaging Service, Fondazione Don Carlo Gnocchi, Milan, Italy;
5 Department of Diagnostic and Interventional Radiology, San Biagio Hospital, Domodossola,Italy;
6 Vascular Surgery and Endovascular Unit, Busto Arsizio Hospital, Italy;
7 Interventional Radiology Unit, Salus Hospital, Reggio Emilia, Italy


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Obiettivo. La diagnosi di insufficienza venosa cronica cerebrospinale (chronic cerebrospinal venous insufficiency, CCSVI) mediante indagine ultrasonografica (ECD), risulta ancora alquanto controversa. Questo, verosimilmente per le necessarie tempistiche che riguardano la formazione degli operatori, ma anche per la consapevolezza di ciò che riguarda la “normalità”, in quanto questi segmenti vascolari non sono abitualmente esaminati.
Metodi. Questo lavoro raccoglie i risultati di 823 esami ECD consecutivi eseguiti su malati affetti da sclerosi multipla (SM). In questo caso lo scopo era di riscontrare la presenza o meno dei parametri CCSVI secondo i criteri previsti dal protocollo Zamboni, così come gli eventuali benefici dopo aver effettuato la PTA. Sono stati inizialmente studiati, e considerati come gruppo di controllo, 60 pazienti non affetti da SM di età compresa tra 28 e 62 anni così da poter creare anche una adeguata curva di apprendimento sui vasi venosi del segmento cervicale. In seguito sono stati studiati 696 pazienti affetti da SM e 127 pazienti, che erano stati valutati positivi alla CCSVI, dopo trattamento con PTA.
Risultati. Nel gruppo dei 60 pazienti di controllo, solamente 3 (5%) hanno fatto riscontrare una anomalia secondo i criteri del protocollo Zamboni mentre i rimanenti 57 erano totalmente privi di anomalie. Nel gruppo degli affetti da SM, 627 (90%) sono risultati positivi alla CCSVI con dati statisticamente rilevanti. Infine, 88 pazienti (69%) del gruppo post PTA sono risultati negativi alla CCSVI associando anche progressi nei disturbi sintomatici.
Conclusioni. Questo lavoro pertanto ulteriormente dimostra l’associazione tra SM e CCSVI avendo anche un gruppo di controllo di pazienti sani e non affetti da CCSVI. Il controllo dopo la PTA permette inoltre di osservare progressi anche sotto il profilo emodinamico.

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