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ACTA PHLEBOLOGICA

Rivista sulle Malattie delle Vene e dei Linfatici


Official Journal of the Italian College of Phlebology
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Acta Phlebologica 2011 December;12(3):165-74

Copyright © 2011 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Tromboflebite superficiale - Consensus del Central European Vascular Forum (CEVF) per la diagnosi e il trattamento

Stvrtinova V. 1, Poredos P. 2, Allegra C. 3

1 Second Clinic of Internal Medicine, Medical Faculty of Comenius University, Bratislava, Slovak Republic
2 Department of Angiology, University Medical Centre, Ljubljana, Slovenia
3 S. Giovanni-Addolorata Hospital, Angiology Department, Rome, Italy


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Tradizionalmente, la tromboflebite superficiale (ST) è stata considerata una patologia relativamente benigna e limitata oppure il segno di un’insufficienza venosa cronica. Negli ultimi anni, a causa della sistematica indagine ecografica del sistema venoso, è stato svelato un gran numero di trombosi venose profonde concomitanti alla ST. La ST di una vena varicosa, la varicoflebite, deve essere distinta dalla ST di una vena sana e non varicosa. Nella maggior parte dei casi, la varicoflebite è una condizione banale. La tromboflebite superficiale delle vene non-varicose è un gruppo di disturbi eterogeneo, dove l’infiammazione è la caratteristica preponderante in alcune condizioni mentre la trombosi lo è in altre. Poiché i sintomi e i segni della ST sono manifesti, la diagnosi è soprattutto clinica. Per una precisa valutazione dell’estensione della ST è tuttavia necessaria un’ecografia per compressione Duplex (DUS). La DUS consente di valutare non solo la lunghezza della trombosi nella vena superficiale ma anche l’estensione del trombo nel sistema venoso profondo. Diversamente dal trattamento della trombosi venosa profonda, si conosce poco sulla gestione più appropriata della ST e non vi è accordo sul trattamento ottimale della ST nella pratica clinica. La principale procedura terapeutica in tutti i tipi di ST è la compressione e la mobilizzazione. I farmaci anti-infiammatori non steroidei riducono i sintomi dolorosi e l’infiammazione perivenosa, ma non vi è evidenza che riducano l’incidenza degli eventi tromboembolici. Soprattutto in casi di ST estese, la terapia con anticoagulanti rappresenta una buona scelta. L’approccio più efficace per la ST sembra essere rappresentato dal fondaparinux o dall’eparina a basso peso molecolare, i quali è stato dimostrato che prevengono gli eventi di tromboembolismo venoso e l’estensione e/o la ricorrenza della ST.

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