Ricerca avanzata

Home > Riviste > Acta Phlebologica > Fascicoli precedenti > Acta Phlebologica 2008 Agosto;9(2) > Acta Phlebologica 2008 Agosto;9(2):55-64

FASCICOLI E ARTICOLI   I PIÙ LETTI   eTOC

ULTIMO FASCICOLOACTA PHLEBOLOGICA

Rivista sulle Malattie delle Vene e dei Linfatici


Official Journal of the Italian College of Phlebology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index

 

Acta Phlebologica 2008 Agosto;9(2):55-64

 ARTICOLI ORIGINALI

Il recupero dei filtri cavali “facoltativi”: note di tecnica

Pieri S. 1, Agresti P. 1, Pancione L. 2, Laganà D. 3, Carrafiello G. 3

1 Vascular and Interventional Radiology Az. Osp. “S.Camillo-Forlanini” Rome, Italy
2 Maria Vittoria Hospital Department of Radiology ASL 3 – Turin, Italy
3 Institute of Radiology, University Insubria, Varese, Italy

Obiettivo. Il ruolo dei filtri nella vena cava è profondamente cambiato nelle ultime decadi. Il filtro “opzionale” per la vena cava a lunga permanenza, che può essere rimosso in caso di cessazione delle indicazioni per cui era stato impiantato, rappresenta la novità che supera i limiti dei filtri temporanei e permanenti. L’obiettivo di questo articolo è di riportare le osservazioni e le problematiche connesse con il recupero di questo dispositivo chirurgico, basate su un’ampia esperienza clinica.
Metodi. Nel periodo di tempo compreso tra il 1999 e il 2005, sono stati impiantati 276 filtri nella vena cava a lunga permanenza. Le diverse indicazioni per il posizionamento di tali filtri in vena cava sono stati il fallimento o controindicazioni alla terapia anticoagulante, complicanze emorragiche durante terapia anticoagulante, la presenza di massiva embolia con residua trombosi, la presenza di un trombo flottante, la presenza di un grave deficit cardiopolmonare in caso di ripetuti episodi di embolia polmomnare, profilassi preoperatoria e pazienti politraumatizzati. La rimozione di tale filtro è stata tentata in 78 pazienti. Preceduta da una tomografia computerizzata dell’addome, la procedura di rimozione è stata effettuata utilizzando un approccio transgiugulare. Dopo che le gambe del sistema di recupero avevano stretto la testa del filtro in vena cava, la guaina del sistema di recupero scivolava sul complesso pinza-filtro, mentre veniva controllata direttamente sotto visione fluoroscopica la graduale e completa cattura di tutte le componenti più periferiche dentro la guaina. Solo a quel punto, era possibile estrarre completamente il dispositivo chirurgico attraverso la vena giuguare.
Risultati. I filtri sono stati rimossi con approccio giugulare, che è stato tentato in 78 pazienti (28,2%), con una percentuale molto alta di successo tecnico: 93% (range 90-96%). Nei 6 casi di fallimento, l’angolatura del filtro è stata la causa principale. Tra le 72 procedure completate, si sono riscontrate alcune difficoltà in 18 casi (25%): nella maggior parte dei casi (10 pazienti – 12,8%), vi è stata una difficoltà nel coprire il complesso pinza-filtro con la guaina del sistema di recupero, dopo la cattura iniziale. La ragione di ciò è stato il mancato allineamento del filtro con il catetere di recupero. In altri 6 casi (7,7%), l’angolatura eccessiva del filtro ha richiesto l’utilizzo di altri sistemi per facilitare un suo miglior posizionamento in asse con il sistema di rimozione. In 4 casi (2,5%) la difficoltà è stata dovuta ad un eccessivo inglobamento del filtro nelle pareti della vena cava. Il periodo medio in situ è stato di 171,3 giorni (range 8 – 469).
Conclusioni. Il filtro “opzionale” nella vena cava a lunga permanenza, che può essere rimosso in caso di cessazione delle indicazioni per cui era stato posizionato, è un dispositivo chirurgico per contrastare la migrazione di un trombo e le sue conseguenze potenzialmente fatali, nei casi di trombosi venosa profonda non trattabili con la terapia anticoagulante. Nonostante le problematiche connesse con la fisiologica curva di apprendimento, nella nostra esperienza, la sua rimozione è risultata fattibile nella maggior parte dei casi (93%), senza complicanze, usando direttamente il kit di estrazione oppure, occasionalmente, con l’aiuto di altri sistemi. La conoscenza dei vari aspetti tecnici e delle soluzioni applicate durante le fasi di rimozione di questo dispositivo chirurgico è di particolare importanza, in considerazione dell’ utilizzo crescente di questo tipo di filtro nella corrente pratica clinica.

lingua: Inglese


FULL TEXT  ESTRATTI

inizio pagina