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ACTA PHLEBOLOGICA

Rivista sulle Malattie delle Vene e dei Linfatici


Official Journal of the Italian College of Phlebology
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ARTICOLI ORIGINALI  


Acta Phlebologica 2008 Aprile;9(1):5-10

lingua: Inglese

La crossectomia selettiva della vena grande safena: risultati a cinque anni

Mariani F. 1, 2, Bucalossi M. 1, 2

1 Department of General Surgery University of Siena, Siena, Italy
2 The Compression Therapy study Group (CTG) Colle Val d’Elsa, Siena, Italy


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Obiettivo. Lo scopo di questo studio è di riportare l’incidenza di recidive, con follow-up a cinque anni, su pazienti operati con tecnica di crossectomia interna selettiva, sostenendo l’importanza delle vene collaterali della crosse e mettendo in discussione così la “tradizionale” idea che le recidive inguinali siano causate da crossectomia incompleta.
Metodo. Dal gennaio 2002 al dicembre 2006 sono stati operati 512 pazienti (370 di sesso femminile e 142 di sesso maschile) con un’età media di circa 60 anni. Tutti i pazienti sono stati sottoposti a intervento di crossectomia interna selettiva, effettuato da un operatore unico, in regime di day-surgery e anestesia loco-regionale. Il presente studio ha riguardato una casistica selezionata, con metodo random, di 150 pazienti. Tutti i pazienti sono stati sottoposti a esame clinico ed eco-color-Doppler venoso agli arti inferiori eseguito da un operatore indipendente, a tempi diversi dall’intervento.
Risultati. Sui 150 pazienti controllati è stato rilevato solamente un caso di recidiva inguinale, pari allo 0,6% del totale, dovuto a un errore tecnico dell’operatore, visto che al paziente, sottoposto a crossectomia interna selettiva nel dicembre del 2002, è stata lasciata in sede la vena safena accessoria anteriore, che sboccava come tronco comune insieme alla vena circonflessa iliaca esterna.
Conclusioni. In base all’esperienza clinica condotta sui 150 pazienti esaminati, si evince come la crossectomia interna di tipo selettivo, con risparmio delle vene tributarie provenienti dall’alto, associata al trattamento adeguato dell’insufficienza safenica di base, si è rilevata un’efficace terapia, fornendo risultati di indubbia validità dal punto di vista prognostico. Inoltre, il tasso di recidive inguinali a cinque anni, si è drasticamente ridotto, ed è quasi nullo.

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