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ACTA PHLEBOLOGICA

Rivista sulle Malattie delle Vene e dei Linfatici


Official Journal of the Italian College of Phlebology
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ARTICOLI ORIGINALI  


Acta Phlebologica 2006 Agosto;7(2):59-62

lingua: Inglese

Trombosi venosa profonda isolata distale: efficacia e sicurezza di un protocollo di trattamento. Risultati preliminari del trattamento della trombosi isolata a livello del polpaccio (TICT study)

Parisi R. 1, Visonà A. 2, Camporese G. 3, Verlato F. 3, Lessiani G. 4, Antignani P. L. 5, Palareti G. 6

1 U.O.S.D. di Angiologia, Divisione di Medicina I O.C. SS. Giovanni e Paolo, Venezia
2 U.O.S.D. di Angiologia, O. C. Castelfranco, Treviso
3 U.O.C. di Angiologia A.O. Università degli Studi di Padova, Padova
4 Servizio di Angiologia Casa di Cura Villa Serena, Città S. Angelo (PE)
5 U.O.C. di Angiologia, A.O. San Govanni-Addolorata, Roma
6 U.O. di Angiologia e Malattie della Coagulazione Marino Golinelli Policlinico S.Orsola Malpighi, Bologna


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Obiettivo. Il trattamento ottimale della trombosi venosa profonda distale isolata (ID-DVT) sintomatica è tuttora controverso. Alcuni raccomandano l’anticoagulazione in tutti i casi, senza, però, definirne la durata ottimale. Altri consigliano l’anticoagulazione o, in alternativa, l’esecuzione di indagini ecodoppler seriate per diagnosticare l’eventuale propagazione prossimale. Lo scopo del TICT study era valutare l’efficacia e la sicurezza di un trattamento delle IDDVT sintomatiche ambulatoriali basato sull’impiego di EBPM, dapprima a dosi terapeutiche per una settimana (2 somministrazioni/die), poi a metà dose per 3 settimane (1 somministrazione/die).
Metodi. Sono stati arruolati 182 pazienti ambulatoriali con ID-DVT: di questi 10 (0,54%) sono stati esclusi per variazioni del protocollo. Sono stati inclusi nello studio 172 pazienti, 60 di sesso maschile e 92 di sesso femminile, con età media di 60,45 anni ± 15,82 DS (max. 90, min. 21). Centoventiquattro pazienti presentavano solo trombosi alle vene muscolari (72%); 61 avevano trombosi idiopatiche (35,4%). Al termine delle 4 settimane di terapia venivano eseguiti una visita medica e un ecocolordoppler di controllo al fine di registrare l’evoluzione dell’evento trombotico.
Tutti i pazienti erano poi visitati o contattati telefonicamente dopo 3 mesi (4 mesi dall’inizio della terapia eparinica).
Risultati. Otto pazienti hanno mostrato una progressione della trombosi nel circolo venoso prossimale (4,6%); non vi sono state emorragie maggiori, ma 2 emorragie minori (1,16%); 7 estensioni prossimali erano in pazienti con ID-DVT idiopatica (87,5%). Cinque pazienti hanno mostrato una nuova trombosi (2,9%). Quattro di queste trombosi erano prossimali e di queste 3 in pazienti con pregressa ID-DVT idiopatica.
Conclusioni. Nei pazienti con IDDVT trattati secondo il protocollo sopra riportato la progressione durante il primo mese e anche nei 3 mesi successivi è in gran parte dovuta a ID-DVT idiopatiche.
I dati preliminari porterebbero a concludere, quindi, che il trattamento anticoagulante va somministrato a dosi piene per un tempo prolungato dopo l’evento acuto nei pazienti con ID-DVT idiopatica.

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