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ACTA PHLEBOLOGICA

Rivista sulle Malattie delle Vene e dei Linfatici


Official Journal of the Italian College of Phlebology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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Acta Phlebologica 2006 Agosto;7(2):45-58

lingua: Inglese

Tromboembolismo venoso in pazienti chirurgici, linee guida e medicina basata sull’evidenza: valutazione di efficacia

De Franciscis S. 1, Agus G. B. 2, Bisacci R. 3, Botta G. 4, Gasbarro V. 5, Domanin M. 6, Nobile C. G. A. 7, Serra R. 8

1 Unit of General Surgery, Head Research Local Unit University Magna Graecia of Catanzaro National Coordinator of the Research Project
2 Unit of Vascular Surgery Head Research Local Unit, University of Milan
3 Unit of Vascular Surgery Head Research Local Unit, University of Perugia
4 Unit of General Surgery Head Research Local Unit University of Siena
5 Unit of General Surgery Head Research Local Unit, University of Ferrara
6 Unit of Vascular Surgery Member Research Local Unit, University of Milan
7 Unit of Hygiene, Member Research Local Unit University Magna Graecia of Catanzaro
8 Unit of General Surgery, Member Research Local Unit University Magna Graecia of Catanzaro


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Obiettivo. Il tromboembolismo venoso (VTE) è un problema clinico maggiore. L’obiettivo di questo studio è di valutare i piani terapeutici utilizzati e l’applicazione di linee guida per VTE, su cui sono state sviluppate recenti linee guida di profilassi, verificando la loro efficacia in una popolazione di Centri Clinici di Chirurgia Generale, Ginecologia e Ortopedia, ove questa patologia è più frequente.
Metodi. Gli autori hanno condotto un’analisi retrospettiva, in relazione al National Relevant National Interest Research Projects supportati dal Ministero della Ricerca, reclutando 714 Dipartimenti Clinici di Chirurgia Generale, Ginecologia e Ostetricia, Ortopedia su tutto il territorio nazionale. Un questionario era stato inviato a questi centri per stabilire le risorse cliniche e tecniche disponibili e per valutare l’applicazione delle linee guida per VTE.
Risultati. Complessivamente, hanno risposto 146 tra tutti i centri contattati (20,4%): 48 Dipartimenti di Chirurgia Generale, 46 Dipartimenti di Ginecologia e 52 Dipartimenti di Ortopedia. Le risposte hanno mostrato un’adeguata conoscenza degli accertamenti diagnostici strumentali e laboratoristici nel sospetto di VTE (80%). I dati di attesa sono stati confrontati con i tassi di morbidità e mortalità relativi al DVT-TE, evidenziando un incremento di mortalità connesso al ritardo nella diagnosi.
Conclusioni. La procedura chirurgica e il trauma sono il momento focale di maggior probabilità di sviluppare un evento maggiore. Una stratificazione del rischio e un’adeguata applicaizone delle modalità di profilassi e trattamento rappresentano una reale possibilità per il controllo della morbidità e mortalità. L’attesa dei dati diagnostici è un fattore fondamentale per un’adeguata profilassi.

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