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ACTA PHLEBOLOGICA

Rivista sulle Malattie delle Vene e dei Linfatici


Official Journal of the Italian College of Phlebology
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CASE REPORT  


Acta Phlebologica 2001 Aprile;2(1):33-7

lingua: Italiano, Inglese

Terapia estro-progestinica, compressione estrinseca e trombosi venosa: un’equazione delicata. Case report

Riccioni C., Sarcinella R., Izzo A., Stornelli G., Palermo G., Liguori M., Martocchia R., Moschetti B.

U.O. Angiologia, Ospedale “Nuovo Regina Margherita”, Roma


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L’incidenza di trombosi venosa in giovani donne (<45 anni) è di 1 episodio su 10.000 aumentata di 4-6 volte in corso di terapia ormonale. Pazienti trombofiliche a moderato o basso rischio trombotico portatrici di deficit del fattore V Leiden o del fattore II presentano una percentuale di accidenti tromboembolici venosi del 2,8% l’anno aumentata a 3,8% se assumono contraccettivi orali. In merito ai disordini coagulativi legati alla mutazione del gene 20210 A del fattore II, è ormai opinione comune che essi si manifestino occasionalmente ed in concomitanza dell’associazione di uno o più fattori patogenetici della trombosi (stasi, compressione, ipercoagulabilità) e fattori di rischio (contraccettivi orali, fumo, obesità, ecc.).
La paziente M. G., di anni 43, è giunta alla nostra osservazione per un dolore improvviso al collo insorto con febbricola ed astenia, dopo una settimana dalla comparsa di una tumefazione, diagnosticata mediante biopsia come linfo-adenopatia laterocervicale, unico linfonodo dalle dimensioni 13,9×7 mm. Una indagine Duplex Scan ha messo in evidenza un trombo a carico della vena giugulare in corrispondenza esatta del luogo della tumefazione linfoghiandolare. La paziente assumeva da circa 2 anni terapia ormonale sostitutiva (Fedra: etinilestradiolo + gestodene) iniziata dopo un aborto spontaneo al III mese di gravidanza.
La paziente è stata sottoposta immediatamente a terapia antitrombotica con eparina calcica a dosaggi standard con interruzione sollecita della terapia estroprogestinica.
I dati di laboratorio hanno evidenziato una positività del fattore II, variante genotipo eterozigote, con un’attività protrombinica del 96% (valori normali: 75-120%) ed un modesto allungamento del PTT: 42,2 sec versus v.n.: 25-40 sec.; una positività per Citomegalovirus IgG pari a 86,56 UR/ml (v.n.: 0,00-15,00: negativo) e per il virus Epstein Barr (1:34). Non vi erano segni clinici o diagnostici di sofferenza epatica. Dopo controlli settimanali per 3 mesi l’indagine eco Doppler ha mostrato pervietà della vena giugulare e la ripresa dei caratteri di compressibilità della parete venosa.
I dati su esposti ci portano a supporre una correlazione tra deficit coagulativi minori, uso della pillola anticoncezionale e fenomeni di compressione locale nella genesi di fenomeni trombotici parcellari in sedi atipiche.

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