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ULTIMO FASCICOLOACTA PHLEBOLOGICA

Rivista sulle Malattie delle Vene e dei Linfatici

Official Journal of the Italian College of Phlebology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index

Periodicità: Quadrimestrale

ISSN 1593-232X

Online ISSN 1827-1766

 

Acta Phlebologica 2001 Aprile;2(1):13-21

 ORIGINAL ARTICLES

In tema di trattamento e prevenzione delle ulcere venose degli arti inferiori. Nostra esperienza

Riccioni C., Sarcinella R., Izzo A., Palermo G., Moschetti B., Martocchia R., Liguoru M. L.

U. O. di Angiologia, Ospedale Nuovo Regina Margherita - Roma (Italy)

OBIETTIVO: Verificare come una condizione di asepsi locale può accelerare la guarigione.
METODI: È stato condotto uno studio comparativo randomizzato, della durata di 12 settimane, con un follow-up di 6 mesi, su 35 pazienti ambulatoriali giunti alla nostra attenzione per curare delle ulcere venose delle gambe. I pazienti selezionati avevano un’insufficienza di entrambe i distretti della safena e delle perforanti degli arti, confermata dalla clinica e dall’eco Doppler. Il diametro medio delle ulcere era 5 cm, ed erano situate al terzo superiore mediale della gamba. Alla valutazione tutti i pazienti sono stati sottoposti a curettage chirurgico della lesione e all’esecuzione di un tampone per la coltura batterica che ha dato i seguenti risultati: 16 Stafilococchi aurei, 8 Pseudomonas aeruginosa, 11 Stafilococchi epidermidis. I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi: durante le prime due settimane, 20 di loro sono stati trattati con antibiotici specifici per via sistemica e topica, ed elastocompressione; 15 sono stati trattati con la sola elastocompressione. Il materiale per medicazione ed i bendaggi sono stati applicati quotidianamente da infermieri specialisti o da medici. Nel primo gruppo vi erano 10 ulcere infette da Stafilococco aureo, 6 da Pseudomonas, 4 da Stafilococco epidermidis, mentre nel secondo gruppo vi erano 4 ulcere infette da Stafilococco aureo, 4 da Pseudomonas aeruginosa e 7 da Stafilococco epidermidis. Questi batteri erano sensibili alla vancolina, usata topicamente, ed alla ciclofloxacina per os ad una dose di 500 mg, due volte al giorno come per i pazienti in regime di Day Hospital. I tamponi sono stati ripetuti una volta a settimana. Clinicamente abbiamo considerato come parametro di guarigione la diminuzione del diametro dell’ulcera e la riduzione del dolore durante le prime due settimane di trattamento.
RISULTATI: Ventisette pazienti sono guariti nell’arco di 12 settimane. Il primo gruppo ha avuto una guarigione completa più rapida rispetto al secondo (media di 6,8 settimane contro media di 10,6 settimane) con una diminuzione sia del diametro delle ulcere da 5 a 1,8 cm sia del dolore con una completa tolleranza ai bendaggi. In particolare 16 pazienti sono guariti dopo 8 settimane e tutti e 20 hanno riferito la scomparsa del dolore dopo 9 giorni. Undici pazienti del secondo gruppo sono guariti in 12 settimane con una riduzione del diametro da 5 a 3,4 cm, riferendo la presenza di dolore locale per una media di 3,8 settimane, e togliendo il bendaggio frequentemente. Gli altri 8 pazienti sono guariti dopo una media di 14,6 settimane. Dopo un follow-up di 6 mesi tutti i pazienti erano privi di ulcere.
CONCLUSIONI: Le ulcere richiedono, da una parte, un continuo controllo clinico per bloccare l’infezione batterica e la contaminazione che possono far peggiorare la ferita con la comparsa di dolore, e dall’altra di prevenire l’utilizzo di bendaggi compressivi e di calze elastiche. Le infezioni sono più frequenti nei pazienti che cercano di curare le proprie ulcere a casa con qualche procedimento poco utile. Pertanto, deve essere raccomandato un controllo giornaliero dell’ulcera in un ambiente specialistico e si deve eseguire un tampone batterico una volta alla settimana. Questo è possibile attraverso l’utilizzo del regime di Day Hospital che rimane per il paziente il sistema più efficiente e meno costoso sia socialmente che psicologicamente.

lingua: Italiano, Inglese


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