Home > Riviste > Acta Phlebologica > Fascicoli precedenti > Acta Phlebologica 2000 Settembre;1(1) > Acta Phlebologica 2000 Settembre;1(1):7-15

ULTIMO FASCICOLOACTA PHLEBOLOGICA

Rivista sulle Malattie delle Vene e dei Linfatici


Official Journal of the Italian College of Phlebology
Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


eTOC

 

ORIGINAL ARTICLES  


Acta Phlebologica 2000 Settembre;1(1):7-15

lingua: Inglese

New epidemiology. The impact of ceap classification and the style of life on chronic venous insufficiency

Agus G. B., Mondani P., Ferrari P., De Angelis R.

Chair of Vascular Surgery, University of Milan, Milan, Italy


PDF  ESTRATTI


OBIETTIVO: La qualità della vita e la classificazione CEAP sono aspetti moderni nel panorama della insufficienza venosa cronica, e, contestualmente, esistono pochi dati epidemiologici riguardo gli effetti della malattia sullo stile e la qualità della vita, così come sull’importanza dei cambiamenti micro e macroclimatici nelle diverse stagioni dell’anno. Lo scopo dello studio è stato definire una associazione tra incidenza di IVC nella popolazione italiana e variazioni di area geografica e stagionali.
METODI: Sono stati valutati i sintomi ed i segni della IVC in una popolazione di 2626 persone reclutate da 95 medici di famiglia, in due periodi dell’anno (estate e inverno, fase 1 e 2) ed in 3 aree geografiche (Nord, Centro e Sud Italia). I dati sono stati ottenuti sulla base di un questionario con domande riguardanti fattori di rischio classici accanto a moderni profili di stile di vita. È stata adottata inoltre una classificazione CEAP semplificata, limitata alla sola "C".
RISULTATI: Accanto a conferma dei dati presenti in letteratura, sono stati evidenziati nuovi aspetti epidemiologici, quali la progressiva incidenza del micro e macroclima sul luogo di lavoro e a casa, ormai uniformati nelle diverse stagioni, una sempre più importante prevalenza dei profili di vita di tipo occidentale, una minor incidenza della familiarità se raffrontata con altri, più moderni, fattori di rischio. Inoltre, una generale rilevanza dei problemi di tipo estetico, significativa anche nella popolazione maschile. I fattori di rischio correlati a moderni stili di vita sono risultati prevalenti rispetto a quelli classici. I cambiamenti di temperatura durante le due stagioni dell’anno diventano statisticamente non significativi (p=ns). Gli stessi sintomi sembrano subire l’influenza di fattori più moderni, quali la scelta degli abiti o della località in cui trascorrere le vacanze: i disturbi di tipo estetico risultano prevalenti rispetto a sintomi quali la pesantezza ed il prurito.
CONCLUSIONI: Si possono evidenziare due aspetti: la necessità di prestare attenzione alla IVC durante l’intero arco dell’anno e non solo nei mesi caldi, ed in particolare alle richieste di trattamento correlate alla QL, soprattutto nella popolazione femminile nella quale gli inestetismi devono essere considerati come indicatori di patologia. Per ultimo, considerando la QL come indicatore dello stato di salute fisica, funzionale e psicologica dei pazienti in termini di attività sociale e lavorativa, con conseguente importante influsso della IVC sulla vita di ogni giorno, risulterà necessario rafforzare ogni esistente misura terapeutica e preventiva.

inizio pagina