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MR GIORNALE ITALIANO DI MEDICINA RIABILITATIVA

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ARTICOLI ORIGINALI  


MR Giornale Italiano di Medicina Riabilitativa 2011 April;25(2/3):105-9

language: Italian

La constraint therapy nel bambino emiplegico: dalla ricerca alla pratica clinica

Turconi A. C., Diella E.

IRCCS Eugenio Medea, Bosisio Parini, Lecco, Italia


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La penalizzazione terapeutica dell’arto conservato, chiamata (CIMT), viene definita come una terapia che abbina l’allenamento intensivo di un arto superiore leso dopo danno neurologico centrale alla penalizzazione funzionale dell’uso dell’arto sano. Nel bambino con paralisi cerebrale infantile l’utilizzo e l’efficacia della CIMT sono stati dimostrati da molti studi con risultati che depongono per un incremento dell’uso dell’arto leso documentati da miglioramenti alle scale funzionali e recentemente anche da dati relativi a studi di neuroimaging che evidenziano le modificazioni neurofisiologiche prodotte da tale terapia. In particolare è stata evidenziata una attivazione sensomotoria nell’emisfero controlaterale verificata con immagini alla risonanza funzionale e un ribilanciamento nella competizione interemisferica. Si è concluso recentemente un trial multicentrico nazionale in cui venivano posti a confronto tre diversi tipi di trattamento: trattamento di constraint therapy modificato (mCIMT), trattamento intensivo bimanuale (IBT), trattamento fisioterapico tradizionale (ST). La popolazione era costituita da 111 bambini affetti da emiparesi. Presso il nostro Istituto e nei centri collegati della nostra famiglia, sono stati trattati 37 bambini applicando la mCIMT. Il trattamento con mCIMT ha dimostrato un costante miglioramento nelle scale specifiche relative alle abilità manuali nei diverso tempi in relazione alla presa, alle attività bimanuali e le ADL. Nel nostro Istituto il trattamento con mCIMT prosegue regolarmente anche al di fuori di gruppi specifici di ricerca e si sta consolidando come un trattamento proponibile a bambini affetti da emiparesi congenita e acquisita indenni da problematiche comportamentali e con famiglie collaboranti e motivate. Sino ad oggi sono stati trattati complessivamente nei centri della nostra famiglia circa 60 pazienti. L’intensità del trattamento e il trasferimento alla famiglia dei suggerimenti insieme con la riorganizzazione neurofisiologica cerebrale sono i più importanti fattori coinvolti nell’apprendimento di nuove strategie per migliorare la qualità e la frequenza dell’uso della mano.

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