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Ottimizzazione della terapia antiaggregante nelle sindromi coronariche acute

First edition (2016)
VARBELLA F., MUSUMECI G., MARCHESE A., TARANTINI G.
A volume of 152 pages with 21 b/w and colour figures and 15 tables
Cover: paperback
ISBN-13 978-88-7711-876-9
Language: Italian

Price: € 19,00  € 17,10 HOW TO ORDER   PREVIEW   EMAIL ALERT

 

Lo scopo di questo volume è quello di fornire una visione d’insieme e riassumere lo stato attuale delle conoscenze sulla terapia antiaggregante nel paziente acuto con un approccio prevalentemente, ma non esclusivamente, interventistico dedicando grande spazio a tutti i temi più innovativi sviluppati da esperti che trattano ogni giorno queste patologie nel laboratorio di emodinamica e in unità coronarica. Il cardiologo emodinamista è divenuto negli anni sempre più consapevole della problematica clinica del paziente e si è affiancato al cardiologo clinico di unità coronarica nella gestione del paziente con SCA, non riducendo più il suo intervento alla sala di emodinamica e alla trombosi dello stent, ma entrando nella totale complessità del quadro clinico, dell’accesso arterioso alla scelta della terapia antiaggregante piastrinica sia a breve sia a lungo termine. L’avvento di nuovi farmaci antiaggreganti orali in tutti i pazienti con SCA, al fine di superare il limite della variabilità di risposta individuale e il conseguente rischio di trombosi, ha determinato una riduzione rilevante degli eventi avversi successivi, con un aumento limitato degli effetti collaterali emorragici laddove si applica una corretta selezione dei pazienti.
Indice
Aspirina
Clopidogrel
Prasugrel
Ticagrelor
Vorapaxar
Cangrelor
Terapia antiaggregante orale ottimale nei pazienti STEMI

Infarto STEMI sottoposto a riperfusione con angioplastica primaria
STEMI sottoposto a riperfusione con trombolisi
Terapia antiaggregante nello STEMI non riperfuso
Terapia antiaggregante orale ottimale nel paziente NSTEMI
Il dilemma del pretrattamento
NSTEMI: indirizzato verso strategia di rivascolarizzazione coronarica
NSTEMI non sottoposto a rivascolarizzazione coronarica
Il paziente anziano (≥75 anni)
Ruolo attuale dell’utilizzo di tirofiban come inibitore del recettore piastrinico glicoproteico IIb/IIIa
Paziente nefropatico
Paziente con accidenti cerebrovascolari
Paziente in terapia anticoagulante orale
Terapia a lungo termine

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